FT-CI

Lettera Aperta della Frazione Trotzkista per la Quarta Internazionale (FTQI-EUROPA)

Costruiamo attivamente la solidarieta con Oaxaca

10/12/2006

LETTERA APERTA DELLA FRAZIONE TROTZKISTA PER LA QUARTA INTERNAZIONALE (FTQI-EUROPA) ALLE ORGANIZZAZIONI EUROPEE DI ESTREMA SINISTRA E ALLE ORGANIZZAZIONI COMBATTIVE DELLA CLASSE OPERAIA

DOPO LO SMANTELLAMENTO DELLA BARRICATA DEI “CINCO SEÑORES” E CESSATA LA TRASMISSIONE DI RADIO UNIVERSIDAD

COSTRUIAMO ATTIVAMENTE LA SOLIDARIETÀ CON OAXACA PER EVITARE UN NUOVO MASSACRO!

Lo smantellamento della famosa barricata dei Cinco Señores dopo l’offensiva della forze di repressione ha lasciato alla Polizia Federale (PFP) la strada aperta per poter entrare nell’Università Autonoma Benito Juárez di Oaxaca (UABJO) e per farla finita con la voce della resistenza, Radio Universidad.

Non essendo più in piedi la principale barricata difensiva del bastione universitario e di fronte al rischio dello sgombero da parte della PFP, la radio ha cessato di trasmettere nella mattinata dello scorso 30 novembre.

 La situazione a Oaxaca: un momento critico

Questo è il risultato della terribile repressione che ha colpito il movimento operaio e popolare oaxaqueño dopo la 7° “Megamarcha” dello scorso 25 novembre. Malgrado la resistenza, il colpo è stato molto duro. Tre attivisti hanno perso la vita, decine di manifestanti sono stati feriti o sono ad oggi ancora desaparecidos, senza contare gli arresti e la persecuzione militare e poliziesca che continua a colpire spietatamente la direzione e i militanti dell’APPO. Questa situazione ha impedito ogni possibilità di riorganizzazione massiccia della resistenza a causa della clandestinità alla quale si sono visti costretti i militanti dell’APPO, della valanga di detenzioni, dell’impunità con la quale le “carovane della morte” percorrono la città arrestando chiunque sia “sospettato”. Il pesante clima di quasi stato d’assedio nella capitale dello Stato e nella sua periferia ha fatto sì che le masse popolari oaxaqueñas, che fino alla 7° megamarcha erano al centro dell’azione politica, hanno dovuto retrocedere parzialmente.

Al tempo stesso, è mancata una risposta decisiva a livello nazionale da parte della classe operaia e dei settori combattivi, per colpa dell’immobilismo delle direzioni sindacali nazionali che non si sono mosse così come anche i settori legati al PRD di Lopez Obrador. Questo ha consentito al governo federale e statale di Oaxaca di approfittare della circostanze e di agire con maggior durezza. Nonostante ciò, lo scorso sabato 2 dicembre, sfidando coraggiosamente questa situazione, centinaia di simpatizzanti dell’APPO hanno manifestato in varie parti dello Stato di Oaxaca.

Felipe Calderón, che è arrivato alla presidenza del Messico dopo le elezioni fraudolente dello scorso 2 luglio, dovrà comunque affrontare un clima nazionale condizionato dal malcontento delle masse, da una grande polarizzazione sociale e dall’opposizione di centro sinistra del PRD di López Obrador. Il panorama politico e sociale messicano è molto incerto come dimostrato dagli avvenimenti degli ultimi sei mesi a Oaxaca. Non è un caso che il nuovo presidente abbia nominato alla testa della SEGOB (ministero degli Interni) un rappresentante dell’ala destrorsa del suo partito, il PAN, un sostenitore delle ‘risposte dure’ contro i movimenti sociali. Dando un colpo durissimo all’APPO, sembra che il governo di Fox, prima di trasmettere l’incarico al suo complice Calderón, sia riuscito almeno temporaneamente a chiudere la situazione rivoluzionaria che si era aperta a Oaxaca da settimane.

Ora la situazione per i militanti più attivi ed esposti del movimento oaxaqueño (dirigenti operai, studenti, dirigenti di quartiere e contadini/colonos) è molto difficile. Possono essere rastrellati in qualsiasi momento da qualunque corpo di polizia o dai paramilitari. Nelle ultime settimane, organismi di difesa dei diritti umani hanno registrato palesi casi di abusi, torture e stupri nei centri di detenzioni nei confronti dei/lle prigionieri/e politici/che di Oaxaca.

All’estero il compito di ogni militante internazionalista conseguente è, oltre quello di mantenere aggiornati tutti coloro che hanno seguito l’evoluzione della Comune di Oaxaca, lottare attivamente e concretamente per evitare nella misura del possibile un nuovo massacro.

La Comune di Oaxaca, virtuale organo di potere dei lavoratori, maestri, donne, studenti, contadini, ha dimostrato durante mesi, malgrado i suoi limiti e le sue debolezze, come la nostra classe riesca a esercitare territorialmente la sua egemonia sociale, politica e militare. Ha indicato una controtendenza e un’alternativa di fronte a un futuro che, per la stragrande maggioranza dei Messicani, è sinonimo di fame, di miseria e di secolare oppressione imperialista esercitata con il tramite dei partiti del sistema dell’alternanza messicano.

Il Messico non è soltanto una semi-colonia degli Stati Uniti, lo è anche rispetto all’Unione Europea, secondo partner economico del paese. Le multinazionali europee giocano un ruolo importante in settori chiave dell’economia (industria, turismo, servizi), contribuendo al saccheggio imperialista di un paese nel quale lo Stato di Oaxaca figura fra i più poveri.

Se è vero che la Comune di Oaxaca rappresenta, agli occhi di milioni di Messicani, e aldilà delle frontiere del Messico, agli occhi di milioni di sfruttati/e ed oppressi/e nel mondo, un’alternativa, allora non c’è dubbio che nel momento più buio della repressione contro l’APPO non ci resta che essere coerentemente solidali con i nostri fratelli e le nostre sorelle di classe, spesso giovanissimi/e, e che ci hanno dato un esempio di coraggio e speranza. Compagni e compagne che stanno pagando con il carcere e a volte con la vita la loro lotta per la giustizia.

È per questo che in Europa dobbiamo difendere l’APPO e la Comune di Oaxaca, creando comitati di appoggio per costruire una mobilitazione solidale più ampia possibile, attraverso comunicati, mobilitazioni, azioni concrete di solidarietà di classe. Le organizzazioni che rivendicano la prospettiva della rivoluzione operaia e socialista internazionale, le organizzazioni democratiche, i sindacati combattivi, i gruppi e le correnti implicati nella solidarietà internazionalista, tutti insieme dobbiamo dimostrare che la Comune di Oaxaca non è isolata.

L’EZLN ha fatto un appello ad azioni di solidarietà per il 22/12. Nonostante ciò, il popolo di Oaxaca ha bisogno di solidarietà ora per difendere la sua lotta e più di 160 compagni/e detenuti/e. È in questo senso che facciamo un appello a tutti/e i/le compagni/e ed organizzazioni solidali con l’EZLN ad intensificare l’appoggio a Oaxaca. Crediamo anche fondamentale che in questo movimento internazionale di solidarietà debbano partecipare in prima fila i sindacati e le organizzazioni operaie. In Messico l’azione dei lavoratori insieme alla lotta di tutto il popolo può essere decisiva per liberare tutti/e i/le detenuti/e dalle galere. Allo stesso modo scioperi e mobilitazioni della classe operaia in Europa e negli Stati Uniti possono essere uno strumento importante per sostenere questo obbiettivo.

Non perdiamo più tempo,

 Costruiamo comitati di solidarietà con Oaxaca!

 Abbasso la repressione della PFP e delle “carovane della morte” contro il popolo di Oaxaca!

 Fuori le forze repressive, abbasso l’occupazione militare di Oaxaca!

 Fuori Ulises Ruiz!

 Abbasso i rastrellamenti contro i/le militanti e attivisti/e dell’APPO!

 Riapparizione con vita dei “desaparecido/as”!

 Libertà immediata di tutti/e i/le prigionieri/e politici/che!

 Portiamo avanti con metodi di classe tutte le azioni di solidarietà internazionalista necessarie per difendere l’eroica e gloriosa Comune di Oaxaca

03/12/06,

Frazione Trotzkista-Europa

Clase Contra Clase (Stato spagnolo),Cahiers de Stratégie Internationale (Francia), Rivista Internationale Strategie (Germania), Quaderni Trotzkisti (Italia)

La Frazione Trotzkista-Europa fa parte della Frazione Trozkista per la Quarta Internazionale (FTQI), composta inoltre dal PTS (Argentina), dalla LOR-CI (Bolivia), dalla LER-QI (Brasile), da CCC (Cile), dalla LTS-CC (Messico) e dalla JIR (Venezuela).

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